Valle della Restonica
Diari di viaggio,  Francia

Diario di viaggio | Corsica on the road #3 – Valle della Restonica

In questo capitolo del nostro on the road vi raccontiamo come abbiamo trascorso il Ferragosto nella Valle della Restonica, immersi nella natura. Ma ragazzi, che strada per arrivare...

Giorno 3

Bonjour a tout le monde! Terzo giorno, 15 agosto, Ferragosto. A Treviso e in particolare dalle nostre parti, in questa giornata molte persone decidono di passare la festa di metà estate al Piave, questa volta però per noi è stato un Ferragosto alternativo.

Dopo aver fatto colazione, sistemato tutto e pagato il campeggio, siamo ripartiti. Il camping si trova nei pressi di Corte, nell’entroterra della Corsica, dove ci aspettava una bella giornata tra le montagne.

Immaginando la Corsica, essendo un’isola, spesso si pensa erroneamente ed esclusivamente al mare. Ma oltre alle bellissime spiagge cristalline, vi consigliamo di dare un occhio anche all’entroterra, dove potrete immergervi nella natura delle montagne corse che arrivano oltre i 2.700 m circa.

La Valle della Restonica

Non conoscendo esattamente le capacità del minivan e neanche le condizioni delle strade, per la giornata che ci stava aspettando avevamo preparato anticipatamente una serie di percorsi alternativi. Una volta sul posto la scelta è quindi ricaduta nel piano C, ovvero la strada che attraversa la Valle della Restonica.

Prima di addentrarci per le sconsiderate stradine che ci avrebbero portati alla meta, però, siamo passati per il centro di Corte dove abbiamo visto una serie di scene che ci hanno fatto un po’ riflettere, come ad esempio persone che ci attraversavano la strada con tutta la calma del mondo o che intralciavano il passaggio con la propria auto solo per chiacchierare. Lì per lì eravamo anche un po’ scocciati, ma poi ci siamo domandati: siamo noi troppo frenetici? Boh.

Passate queste scene e dopo aver sbagliato direzione un paio di volte, ci siamo avviati per la stradina che fin da subito ci ha suscitato qualche dubbio riguardo la sua larghezza… ma abbiamo preferito non pensarci troppo. Stavamo andando in un tranquillo posto dove ci aspettavano prati verdi, capre, mucche, pecore, pastori, formaggio e natura.

Il programma prevedeva di percorrere la strada lunga 15 km che attraversa la Valle della Restonica, da Corte agli ovili di Grotelle. La zona verso la fine degli anni ‘90 ha subìto un incendio, come tantissime parti dell’isola, ma in questo caso è stato talmente devastante che il percorso è rimasto chiuso ai turisti per moltissimi anni e da poco è stato riaperto.

Come abbiamo letto più volte in articoli di altri blog e guide, il tempo di percorrenza delle strade corse è relativo e non ci si può affidare al solo chilometraggio. Quindi senza nessuna pretesa siamo partiti con l’idea che l’importante era arrivare, senza soffermarci sulle tempistiche.

Una volta imboccata la strada ci siamo subito resi conto che ci sarebbe stato da ridere… per non piangere: la via era particolarmente stretta e all’andata, mantenendo la destra, il senso di marcia è interno, mentre al ritorno è esterno e sullo strapiombo senza grandi protezioni.

Valle della Restonica

Man mano che salivamo, la strada si restringeva e diventava sempre più ripida. Per fortuna eravamo circondati da un paesaggio stupendo grazie al quale ci siamo distratti dalla situazione, ma non ha fatto lo stesso effetto a colui che ci stava trasportando.

È stato infatti necessario fermarci almeno un quarto d’ora per far riposare il povero minivan, ma nonostante ciò, una volta ripartiti, ci siamo resi conto che per quel giorno il T3 aveva dato abbastanza e quindi a circa 3 km dall’arrivo abbiamo imboccato una breve stradina laterale che ci ha portati ad un parcheggio in mezzo al bosco dove abbiamo deciso di sostare.

Il parcheggio si trovava ad una cinquantina di metri dal torrente Restonica e una volta scesi e preparati per un breve trekking abbiamo cominciamo a risalirlo. Inizialmente lungo il suo lato orografico destro e poi a sinistra, per circa un quarto d’ora. Non c’era anima viva, solo noi 4 immersi completamente nella natura. Che pace!

Infine abbiamo deciso di fermarci su alcuni sassi che ben si prestavano per pranzare lungo il torrente, rimanendo poi in zona per passare qualche ora in totale relax. Proprio come si faceva da piccoli quando si andava in gita domenicale con la famiglia… che bei ricordi.

Ci siamo limitati un po’ a prendere il sole, un po’ ad immergerci parzialmente nell’acqua corrente e ad avventurarci leggermente più in su rispetto al corso del torrente, dove abbiamo trovato un paio di pozze con l’acqua limpida color smeraldo. Uno spettacolo.

Valle della Restonica

Giunta l’ora di ripartire, lungo la strada di ritorno in mezzo al bosco ci siamo trovati davanti una mucca, sola, che brucava. Ma nel sottobosco, esattamente, cosa brucano le mucche?

Si, lo ammettiamo, non volevamo pensare a come sarebbe stato percorrere il senso contrario di quella strada, ma purtroppo quel momento è arrivato e, specialmente nelle curve dove ci siamo trovati ad incrociare qualcuno che saliva, non è stato proprio piacevole. Per fortuna tutto è andato per il meglio e siamo arrivati al camping A Marina sani, salvi e leggermente provati!

Tramonto sul mare

Arrivati al campeggio che si trova a poche centinaia di metri dal mare, dopo esserci sistemati, ci siamo precipitati in spiaggia. Erano circa le 20:00, il sole stava cominciando a calare e noi non potevamo capitare in un momento migliore per goderci il tramonto sul mare. Le onde si infrangevano abbastanza violentemente sul bagnasciuga e tutto era colorato di arancione: uno spettacolo! Dopo una giornata così movimentata ci voleva proprio questa vista rilassante.

Prima cena al ristorante

Eravamo così esausti che nessuno di noi aveva voglia di preparare la cena, quindi abbiamo ceduto alla tentazione decidendo di andare al ristorante e, come ormai facciamo il più delle volte in viaggio, abbiamo chiesto al signor Google quali opzioni ci consigliava.

Sorpresa delle sorprese, non avevamo molte alternative: o il ristorante del campeggio o uno ad una decina di minuti a piedi. Abbiamo scelto il secondo, non eravamo in condizioni così pietose da non avere le forze di arrivarci, l’unica preoccupazione che ci bazzicava per la testa, non essendoci altre opzioni in zona, era che questo ci avrebbe spennati.

Ci siamo quindi preparati per uscire e ci siamo diretti al ristorante. Lungo la strada poco illuminata c’erano svariati residence e ci domandiamo ancora oggi come mai non ci siano altre attrazioni, punti di ritrovo o altri locali oltre a quello dove siamo stati.

Osservandoci intorno poi ci siamo resi conto del particolare stile delle case: a guardarle sembravano molto trasandate, ma al loro interno i vari appartamenti che riuscivamo a vedere (in quanto non c’erano tende e le luci erano accese) erano ultra moderni. Questa Corsica ci sorprendeva ogni momento di più!

Dopo circa 10 minuti siamo arrivati al ristorante, cominciava a fare un po’ freddino, eravamo in riva al mare e quindi tirava un po’ di vento.

Il locale ci è sembrato fin da subito carino, aveva un portico con sotto i tavoli che si trova praticamente in spiaggia, quindi a qualche decina di metri da noi c’era il mare. Bellissimo, sembrava un film!

Appeso fuori dal locale c’era il menù: come immaginavamo un semplice panino con l’hamburger costava 16€, una pizza 13-14€ minimo, ma eravamo troppo pigri quella sera e abbiamo ceduto.

Una volta accolti dal cameriere, questo ci ha fatto prendere posto proprio su uno di quei tavoli che davano sulla spiaggia, il nostro era l’ultimo, che fortuna! 

Tempo qualche minuto è arrivata una cameriera a chiederci cosa volessimo da bere, senza averci dato prima un listino. Ci ha presi un po’ alla sprovvista ed abbiamo ordinato tre birre e un acqua. 

Ad un certo punto la stessa cameriera è tornata e ci ha lasciati un po’ perplessi. Se di solito in un ristorante ti portano il menu, qui ci hanno portato direttamente la lavagna che era piazzata fuori dal locale con i piatti del giorno e ce l’hanno messa di fianco al tavolo.

Ci è servito qualche secondo di ricognizione per capire e scegliere. Ovviamente i piatti erano scritti tutti in francese, quindi è stato ancora più complicato, inoltre i camerieri parlavano poco inglese e poco italiano e ci siamo dovuti affidare al nostro istinto.

Come si può immaginare abbiamo scelto i piatti che siamo riusciti a tradurre: due grigliatine di pesce, un hamburger e un’insalata con formaggio di capra.

Una volta finito di mangiare abbiamo tirato le somme e dobbiamo dire che l’unico a cui non è andata benissimo è stato Enrico: ha preso un hamburger, ma il rapporto quantità/prezzo è stato decisamente scarso. Per quanto riguarda gli altri piatti invece non ci siamo potuti lamentare, soprattutto per la grigliata di pesce, con una salsa all’aglio sublime, che ci ha fatto spendere quei 28€ a testa di piatto più volentieri.

Inoltre la cena è stata accompagnata dai fuochi di Ferragosto che si vedevano in lontananza. Erano ben due spettacoli pirotecnici in contemporanea, uno da un lato e uno dall’altro della baia, e noi eravamo esattamente in mezzo.

Che modo straordinario per concludere questa giornata così adrenalinica!

 

Qual è stato il luogo più incontaminato che avete mai visto?

Se volete sapere come è proseguito il nostro on the road in Corsica basta andare su Corsica #4 qui sotto 🙂

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