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Diario di viaggio | Irlanda on the road #9 – Il muro di Belfast

4 ottobre

Nella nostra tabella di marcia questo era il secondo ed ultimo giorno in Irlanda del Nord, quindi per sfruttarlo al meglio ci siamo svegliati presto, abbiamo fatto colazione con una vista speciale verso l’oceano e siamo ripartiti verso la prossima tappa.

Sul set di Game of Thrones

Prima di tutto abbiamo fatto una capatina a Dark Hedges, non molto distante dal B&B dove abbiamo pernottato. Si tratta di un viale alberato che con i suoi maestosi faggi incurvati sembra un luogo incantato, non a caso è stato utilizzato come set per la serie tv Game of Thrones.

Il muro di Belfast

In seguito ci siamo diretti verso Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord. Purtroppo i tempi stretti non ci hanno permesso, come per Derry, di visitare la città e per questo ci siamo ripromessi di tornare a visitarle entrambe in futuro.

Nonostante sapessimo che non saremmo riusciti a visitarla ci siamo andati lo stesso mossi da un preciso motivo: volevamo vedere con i nostri occhi il muro che separa ancora oggi i quartieri cattolici da quelli protestanti.

Il rapporto critico tra protestanti e cattolici, infatti, non ha caratterizzato solamente Derry ma tutto lo Stato, tanto che a Belfast, come anche a Derry, sono arrivati a separare i quartieri con un muro per evitare scontri tra i due credo religiosi.

Fa strano pensare che da queste parti dell’Europa ci sia ancora un’opera del genere di cui, tra l’altro, in pochi sono a conoscenza. Si tratta di un muro più lungo e più alto di quello di Berlino, dove ancora oggi nelle ore notturne i cancelli che collegano le strade limitrofe vengono chiusi.

La nostra visita a Belfast, purtroppo, si è limitata a questa triste costruzione, ma come abbiamo detto poco fa ci siamo ripromessi di tornare.

Ripassati quindi attraverso i cancelli siamo usciti dalla città e, ancora sconcertati da questa critica realtà così vicina a noi, ci siamo avviati verso l’Irlanda. Questo sentimento poi, come è immaginabile, ce lo siamo portati avanti tutto il giorno.

In circa tre quarti d’ora siamo arrivati al confine e questa volta, a differenza di quello nei pressi di Derry, i cartelli stradali ci hanno indicato il passaggio da uno stato all’altro.

I siti di Newgrange, Knowth e Dowth

Abbiamo proseguito per un’altra mezz’oretta circa e siamo arrivati in uno dei siti patrimonio UNESCO della Repubblica d’Irlanda: Brú na Bóinne. Si tratta di una necropoli neolitica, 1000 anni più antica di Stonehenge, che si divide in tre zone principali: Newgrange, Knowth e Dowth.

Per visitare questo sito ci si deve recare al Visitor Centre da dove, dopo aver pagato il biglietto che comprende anche la guida (in inglese), partono degli autobus che portano nei siti di Newgrange e Knowth. Dowth invece non è più agibile e, per una questione di sicurezza, l’hanno chiuso e reso non più accessibile al pubblico. È comunque possibile andare a visitarlo esternamente autonomamente.

Per le informazioni tecniche su questi siti potete consultare il sito web http://www.heritageireland.ie/en/midlands-eastcoast/brunaboinnevisitorcentre/

Si tratta di tombe molto particolari, anche nella forma, che nascondono molte curiosità. Ad esempio con il solstizio d’inverno, a Newgrange, (alle 8:20) la sala sepolcrale s’illumina grazie all’ingresso dei raggi del sole attraverso una fessura posta sopra la porta d’entrata. La visita guidata vi permette di entrare a gruppi in questa struttura (in quanto il posto è stretto e più di un tot di persone non ci stanno) assieme alla guida ed assistere all’evento riprodotto artificialmente.

Se si decide di visitare entrambi i siti, in totale ci vogliono quasi 3 ore contando anche gli spostamenti. Fate attenzione agli orari di apertura, che variano in base ai mesi, in quanto gli ultimi tour partono molto prima rispetto alla chiusura del sito.

Finito il nostro tour siamo andati in cerca di un posto dove cenare nella vicina Drogheda, una città sul fiume Boyne, e anche questa volta gira e rigira ci siamo trovati a mangiare un kebab. Buonissimo eh, ma non irlandese.

Infine, la nostra ultima notte di on the road l’abbiamo passata in un pessimo hotel, sporco e mal tenuto, che abbiamo pagato quasi il doppio dei bed and breakfast dei giorni precedenti, i quali in confronto erano delle stanze di lusso.

Eh già, avete capito bene. La fine del viaggio si stava avvicinando e noi, già da questo momento, abbiamo cominciato a percepire la malinconia che sale dopo un’esperienza così incredibile.

Il giorno seguente siamo tornati a Dublino e abbiamo consegnato l’auto al noleggio, in questo modo abbiamo messo un punto finale al nostro on the road. Ci aspettava infatti l’ultima giornata e mezza nella capitale prima di tornare a casa.

Per sapere come è andato il penultimo giorno, però, vi lasciamo al prossimo capitolo di questo diario di viaggio 🙂

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