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Diario di viaggio | Irlanda on the road #8 – Derry o Londonderry?

Questa giornata l'abbiamo passata nella natura delle Contee di Sligo e Donegal, ma abbiamo poi spostato l'attenzione su una situazione storica ed attuale che riguarda il rapporto tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord. Vi racconteremo la nostra giornata, ma faremo anche un focus su quella che è la realtà di Derry-Londonderry, la seconda città più popolosa dell'Irlanda del Nord.

3 ottobre

Al B&B Atlantic Way ci siamo arrivati la sera con il buio, quindi l’ambiente circostante alla casa non si vedeva molto. La mattina invece, aprendo la finestra, ci siamo resi conto che dalla camera si vedeva in lontananza l’oceano e appena sotto il nostro balcone ci ha dato il buongiorno un simpatico pony maculato.

Dopo una gustosa e abbondante colazione preparata con cura dalla gentilissima proprietaria di casa siamo subito ripartiti per il nostro viaggio e la prima tappa è stata Mullaghmore, non molto distante da dove ci trovavamo.

Il villaggio di Mullaghmore

Mullaghmore è un piccolo villaggio di circa 150 abitanti situato sulla costa oceanica lungo la Wild Atlantic Way di cui vi abbiamo parlato nel precedente articolo. La sua caratteristica principale è il monte Ben Bulben che incornicia il paesaggio con la sua particolare morfologia. Ha la cima piatta e le pareti sono inizialmente perpendicolari e proseguono poi scivolando dolcemente sulla pianura. Purtroppo per noi la giornata era parecchio ventosa e nuvolosa, quindi il panorama è stato meno dettagliato e senza il monte in lontananza, ma non per questo meno bello.

Un’altra caratteristica del villaggio è la presenza del Classiebawn Castle, un castello non accessibile al pubblico che si vede spesso nelle foto con alle spalle il Ben Bulben. Sono delle foto molto suggestive che vi consigliamo di andare a vedere, così capirete anche perché abbiamo inserito questa tappa nel nostro viaggio. Inoltre, il castello è considerato dal Touring Club Italiano uno dei dieci castelli più belli d’Irlanda.

Le scogliere più alte d’Europa

A questo punto, dalla contea di Sligo ci siamo spostati verso la contea di Donegal, dove ci attendevano le scogliere più alte d’Europa (600m): le Slieve League, o in gaelico Sliabh Liag.

Una volta arrivati al parcheggio inferiore abbiamo pensato che il complesso fosse addirittura chiuso e che non saremmo potuti salire in alcun modo, perché la strada si interrompeva con un cancello. Siamo quindi scesi dall’auto per vedere se avremmo potuto continuare almeno a piedi, ma in quel momento è arrivata un’auto, in direzione opposta alla nostra, che per uscire ha aperto il cancello. Così abbiamo capito che la cima si può raggiungere anche in macchina, purché si abbia l’accortezza di chiudere il cancello.

Per arrivare al parcheggio superiore si deve percorrere un altro chilometro e mezzo circa e, da come abbiamo letto, in estate di solito è sempre pieno. Quando siamo arrivati noi eravamo con un’altra manciata di auto, quindi non abbiamo avuto problemi per parcheggiare. Fate attenzione se decidete di salire in macchina perché la strada è stretta e piena di curve e bisogna stare attenti a chi arriva in senso contrario.

Già dalla strada il panorama è mozzafiato, proseguendo a piedi per il sentiero però si arriva ad una terrazza in legno, che dà sull’oceano e sulle scogliere, da dove si può ammirare la bellezza delle onde che si infrangono sulla roccia. Guardando verso l’interno dell’insenatura, inoltre, vedrete una caratteristica di queste scogliere: due rocce dalla forma di sedia e scrittoio. Guardandole non siamo riusciti a fare a meno di immaginarci un gigante che si è costruito il suo angolino per potersi mettere a descrivere o a disegnare il tramonto visto da quel punto. Noi purtroppo siamo stati lì di mattina, ma essendo tutto rivolto verso ovest ed essendoci una vista aperta sull’oceano, i tramonti devono essere qualcosa di magico.

Volendo il sentiero prosegue e si arrampica sulla montagna. Oltre alla terrazza però le barriere protettive non infondono molta sicurezza in quanto sono delle reti perlopiù pericolanti. Vi consigliamo quindi di fare molta attenzione quando vi avvicinate al bordo perché, come abbiamo visto anche alle Cliffs of Moher, in questi luoghi affacciati sull’oceano il tempo può cambiare molto rapidamente e basta anche solo un po’ di nebbia per rendere il suolo scivoloso.

Tornati alla macchina abbiamo fatto un incontro ravvicinato con una cornacchia che ad un certo punto, dagli strani versi che faceva e dallo sguardo maligno che ci rivolgeva, abbiamo temuto che ci attaccasse, ma questo non è successo.

Superato questo ostacolo ci siamo rimessi in marcia, questa volta verso una meta particolare. Stiamo parlando di Derry-Londonderry in Irlanda del Nord, conosciuta anche solo come Derry o solo Londonderry.

La strada più bella del nostro on the road

Per evitare di rifare un tratto di strada già percorsa per arrivare alle Slieve League, abbiamo deciso di andare verso l’entroterra prendendo varie vie secondarie, tra cui la R250 che va da Glenties a Letterkenny circa. È stata una scelta casuale e dobbiamo dire molto fortunata, infatti la riteniamo una delle strade più belle che abbiamo percorso durante il nostro on the road.

Ad un certo punto ci siamo trovati immersi in un secondo Connemara: distese di sfumature dal verde all’arancio, colline, zero case e tante pecore. Un paesaggio talmente affascinante che ad un certo punto ci siamo imposti di proseguire senza guardarci troppo intorno altrimenti non saremmo più arrivati a Derry, dato che ci stavamo fermando una volta ogni 200 m.

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Derry-Londonderry

Arrivati quasi a Derry-Londonderry abbiamo passato l’invisibile confine di stato. Da un momento all’altro il navigatore è sembrato quasi impazzito: ha cominciato a dirci le distanze in miglia, piedi e yard. Lì abbiamo realizzato di essere usciti dalla Repubblica d’Irlanda.

Sicuramente già saprete che una parte dell’isola è sotto il Regno Unito, ma a parte alcuni aspetti i due Stati sono molto simili. Come detto prima il confine è invisibile, non ci sono frontiere o avvisi di qualche tipo, cambiano solamente i cartelli stradali e le insegne delle stazioni di benzina mostrano i prezzi dei carburanti in sterline invece che in euro.

Per tutto questo c’è un motivo particolare e lo si capisce percorrendo qualche km, o miglia, arrivando nella città simbolo della divisione tra Irlanda e Regno Unito.

Il fatto che la città che stavamo raggiungendo abbia un doppio nome non è casuale: viene chiamata Derry dai nazionalisti (e dagli irlandesi) e Londonderry dagli unionisti (e dai britannici) a causa delle forti rivalità tra le comunità della zona. Il suo nome originale sarebbe Derry, ma nel 1613 re Giacomo I aggiunse il prefisso “London” quando concesse lo statuto reale. Ancora oggi si vede che nei cartelli stradali qualcuno cancella la prima parte del nome.

La storia di Derry è lunga e travagliata e il tuttora vivo scontro tra irlandesi e britannici è dovuto principalmente ad una questione religiosa, quindi tra cattolici e protestanti. È cominciato tutto nel 1688 con l’assedio della città da parte dei cattolici, ma ancora oggi il divario è visibile.

Per soffermarci sulla storia contemporanea del ‘900, negli anni ’20 l’Irlanda, dopo una serie di tragiche proteste, dichiarò l’indipendenza dal Regno Unito, il quale si tenne una parte dell’isola, l’attuale Irlanda del Nord. Questa fetta di terra, che al contrario del resto del paese è popolata da molti protestanti, vide fin da subito una forte discriminazione a livello sociale verso i cattolici. Si creò così una situazione che portò negli anni alla formazione di gruppi terroristici sia da una parte che dall’altra.

Il culmine venne toccato nel ’72 con la strage conosciuta come Bloody Sunday in cui, durante una manifestazione pacifica a Derry-Londonderry, vennero massacrati 14 civili disarmati. Fino agli anni ’90 i vari gruppi terroristici continuarono a dire la loro attraverso vari attentati che causarono anche diversi morti, fino al raggiungimento della pace ufficiale a ridosso del terzo millennio.

Andando nella periferia della città si può vedere la via in cui avvenne la famosa e tragica sparatoria dei militari della Corona nei confronti dei 14 civili, Rossville St, la quale zona è caratterizzata da numerosi murales giganti che commemorano alcuni episodi di tutta questa storia, tra cui anche il Bloody Sunday.

Un’altra affascinante scultura naturale

Dopo aver fatto una tappa a Rossville St dove vi consigliamo sicuramente di passare, ci siamo diretti verso un altro posto che non vedevamo l’ora di vedere: le Giant’s Causeway.

Probabilmente molti di voi avranno già visto alcune foto di questo posto, in italiano “selciato (o strada) del gigante”. È assolutamente una meta da inserire in un on the road dell’isola, un posto unico al mondo e a dir poco magico.

Si tratta di una formazione rocciosa, lungo la costa, formata da migliaia di colonne esagonali in pietra che danno l’idea di una strada costruita ad opera di un gigante, da qui il nome. È l’unico sito patrimonio UNESCO dell’Irlanda del Nord.

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Anche qui, fattasi una certa ora, abbiamo preso un sacco di vento, umidità e acqua. E anche qui il tempo può cambiare velocemente e rendere scivoloso il suolo, quindi attenzione.

Arrivata l’ora di cena siamo andati a mangiare a Portrush, una città di porto sulla costa a nord dell’isola, dove ci siamo sbaffati (con molta fatica verso la fine) una gigantesca fish pie a testa. Dopo un pasto del genere, una volta arrivati al B&B Rush View dove abbiamo pernottato, ci siamo bevuti una buona tisana calda per digerire prima di crollare dal sonno.

Questa è stata l’unica notte in Irlanda del Nord, ma se volete sapere come è proseguito il nostro secondo giorno in questa parte dell’isola non vi resta che aspettare il prossimo capitolo. Intanto raccontateci se eravate a conoscenza di questa situazione tra i due Stati che tutto sommato non sono poi così distanti dalle nostre realtà.

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