Diari di viaggio,  Irlanda

Diario di viaggio | Irlanda on the road #5 – Ring of Kerry, Skellig Ring e Valentia Island

30 settembre

La quarta mattina, dopo un caffè solubile da non augurare a nessuno, prima di ripartire abbiamo fatto tappa al Blarney Castle, ancora ignari della sua grandezza. Ci siamo quindi diretti verso il cancello d’entrata con l’idea di entrare e rimanerci una mezz’oretta, ma a quel punto ci siamo resi conto che prima di arrivare all’edificio si deve attraversare un parco enorme, dove data la vastità ci si può passare una giornata intera, e l’entrata costa 15€ circa. Sbalorditi da ciò abbiamo preso la guida e abbiamo scoperto che, secondo quanto dice la nostra fedele Lonely Planet, è una delle mete turistiche più popolari in Irlanda e noi ci siamo capitati casualmente.

A quel punto purtroppo, non potendo permetterci di passare troppo tempo lì in quanto non era nei piani, siamo tornati alla macchina e siamo partiti verso la meta prefissata di questa giornata: il Ring of Kerry… che poi è diventato lo Skellig Ring e poi è diventato il giro di Valentia Island. Ora vi spieghiamo…

Ring of Kerry

Il Ring of Kerry è una strada conosciuta in tutto il mondo per la bellezza dei suoi paesaggi, come dice il nome è un anello di 179 km e percorre il perimetro della penisola di Iveragh, nella contea di Kerry. Prima di partire per il viaggio ci siamo informati a riguardo e abbiamo trovato diversi pareri discordanti: c’è chi la considera una delle strade più belle del mondo e a chi invece ha deluso. Voi ci siete stati? Che ne pensate? La nostra opinione ve la sveleremo nelle prossime righe.

Dopo esserci tristemente lasciati il castello di Blarney alle spalle (Agnese è una grande amante dei castelli) ci siamo subito ripresi d’animo ricordandoci che saremo arrivati di lì a qualche ora all’Oceano Atlantico, per entrambi era la prima volta che vedevamo l’oceano e quindi, super entusiasti, ci siamo messi sulla strada per il Ring of Kerry: alla volta dell’oceano, prego!

Si è vero, anche a Cobh c’è l’oceano, ma è anche vero che si trova in una specie di baia e quindi non si percepisce la stessa sensazione di infinità guardando l’orizzonte.

Proseguendo da Blarney verso Cill Airne la strada ha cominciato a farsi più selvaggia, fino a questo punto del viaggio abbiamo percorso autostrade o comunque strade importanti e trafficate e di conseguenza non avevamo ancora avuto la possibilità di apprezzare le stradine di campagna che ci siamo trovati a percorrere i giorni successivi e di cui tutti parlano in quanto caratteristica dell’Irlanda.

L’idea iniziale era quella di arrivare a Cill Airne e intraprendere la Ring of Kerry in senso orario, ma a causa di una distrazione ci siamo resi conto troppo tardi che invece che proseguire verso sud abbiamo imboccato la Ring Road nel senso opposto. Abbiamo così percorso il cerchio in senso antiorario e da Cill Airne siamo arrivati a Killorglin attraverso la N72 e arrivati al paese abbiamo percorso circa 45 km della N70 lungo la costa a nord-ovest della penisola fino all’incrocio con la strada R565, dove abbiamo deviato per percorrere un ulteriore ring, lo Skellig Ring. Fino a questo punto la famosa Ring of Kerry non ci è sembrata così spettacolare e ci siamo sentiti di dare ragione a chi dice che è un po’ deludente.

Proseguendo per lo Skellig Ring siamo giunti a Portmagee dove poi abbiamo attraversato il ponte e siamo arrivati a Valentia Island, facendo così una deviazione della deviazione.

Valentia Island

Valentia Island è una piccola isola nell’Oceano Atlantico con una superficie di 33 kmq, popolata da circa 650 abitanti e collegata alla terraferma da un ponte, quello che abbiamo percorso noi, a Portmagee oltre che da dei traghetti che fanno la spola da Knightstown a Reenard ad est dell’isola.

Quest’isola è famosa per la qualità dell’ardesia, roccia che è stata utilizzata anche per la costruzione di Houses of Parliament e Westminster Cathedral di Londra, oltre che l’Opéra National di Parigi.

Una volta arrivati a Valentia Island abbiamo percorso la R565 fino al bivio con la stretta e panoramica strada che porta alla Foihommerum Bay, dove ci siamo fermati ad ammirare per la prima volta l’infinità di sua maestà l’Oceano, uno spettacolo a dir poco mozzafiato, sulle scogliere nere dell’isola. Ci trovavamo in un luogo tanto spettacolare quanto storico, infatti da questo punto è stato inviato il primo messaggio telegrafico transatlantico, da Valentia all’America, e a dimostrazione di ciò è presente un monumento che lo ricorda. Valentia Island infatti è stato il primo collegamento telegrafico transatlantico con un cavo che arrivava fino in Canada, il terminale fu installato nel 1857 ed è rimasto operativo fino al 1966.

Alcuni metri più avanti rispetto a questo punto si trova un bivio dove girando a sinistra si raggiunge un punto panoramico rivolto verso sud e girando a destra, invece, si prosegue per una stradina ancora più stretta della precedente che attraversa l’isola e, seguendo le indicazioni per lighthouse, porta fino al Valentia Lighthouse, a nord. Dopo diverse peripezie e strade improbabili siamo arrivati finalmente al parcheggio. Raggiungerlo è stato un’impresa, ma ne è valsa la pena. Non abbiamo visitato il faro, ma abbiamo letto che le visite sono solo guidate.

Non siamo entrati nel faro, è vero, e voi sicuramente vi starete chiedendo che senso ha avuto percorrere la strada ripida e stretta che abbiamo fatto… beh, queste foto parlano da sole, no?

Siamo rimasti un bel po’ incantati a guardare immensità dell’oceano, che assieme alla potenza delle onde fa riflettere su quanto piccoli e impotenti siamo noi. Eravamo lì, con il blu infinito di fronte ed il prato verde alle spalle, senza parole e affascinati dalla bellezza della natura che ci circondava.

È inutile dire che saremmo voluti rimanere lì fino all’infinito ad ammirare le onde, che piano piano si stavano visibilmente alzando, infrangersi sugli scogli, complice anche il fatto che eravamo soli con un paio di altre persone e quindi il momento era ancora più suggestivo, ma ci siamo svegliati dal sogno e siamo ritornati sui nostri passi.

Il parcheggio e quindi anche il faro, si trovano ad un livello più basso rispetto al resto dell’isola, quindi ci siamo dovuti rifare la strada in salita, e che salita, con la paura che la frizione ci lasciasse a piedi, ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo ripreso la strada in direzione Knightstown lasciandoci quello spettacolo alle spalle.

Giunti al principale centro di Valentia Island, un vero e proprio villaggio in stile nordico sulla costa che abbiamo trovato molto ma molto carino, ci siamo fermati a mangiare sul parcheggio vicino al porto da dove partono i traghetti per raggiungere la terraferma e subito è arrivato un bellissimo cagnolone a salutarci… o forse voleva i nostri panini al prosciutto? Sta di fatto che ci ha tenuto compagnia per tutta la sosta.

Valentia Island è stata una delle tappe più affascinati di questo viaggio: pochi turisti (forse per la bassa stagione, infatti hanno molto turismo sportivo e balneare), paesaggi stupendi con distese di verde e all’orizzonte l’oceano, scogliere nere, pace e tranquillità. Un posto che ci porteremo sempre nel cuore e che ci dispiace non aver visitato in modo più dettagliato. Sicuramente è una tappa che vi consigliamo, soprattutto se decidete di percorrere il Ring of Kerry, anche solo per i paesaggi. Tra l’altro, non avendo una grandissima superficie, non richiede troppo tempo.

Skellig Ring

Proseguendo il nostro viaggio, quindi, da Knightstown siamo tornati a Portmagee percorrendo la strada sulla costa est di Valentia fino a Ballyhearny Lower, dopodiché ci siamo rientrati nella R565 raggiungendo così il ponte che ci ha fatti tornare sulla terraferma, chiudendo così il cerchio dell’isola. Da qui abbiamo continuato il giro in senso antiorario dello Skellig Ring arrivando poco dopo Ballinskelligs e da dove, purtroppo, abbiamo capito che non avremmo potuto continuare il giro del Ring of Kerry perché ci avremmo messo 4 ore a finire l’anello ed arrivare al B&B a Dingle che avevamo prenotato per la notte e dove il check-in era entro le 19.

Il secondo tratto di Skellig Ring che abbiamo percorso, quindi la parte ovest sulla costa della penisola, è stato un altro momento di fiato sospeso a causa della bellezza dei paesaggi che ci si aprivano davanti, tra su e giù per le scogliere e magnifici punti panoramici sull’oceano. Rispetto al tratto di Ring of Kerry che abbiamo percorso, lo Skellig Ring ci ha colpiti così tanto che ci sentiamo di dirvi che, per quello che abbiamo visto noi, se avete intenzione di limitarvi al Ring of Kerry potete anche fare a meno e saltare subito alla penisola di Dingle. Poi magari l’ultimo tratto che noi non abbiamo percorso è la fine del mondo, ma fino a dove siamo arrivati noi non è stato niente di così spettacolare.

Serata a Dingle

Arrivati quindi al B&B An Playfield vicino a Dingle ci siamo sistemati, abbiamo cenato con una terribile insalata confezionata che avevamo comprato al supermercato e siamo andati in centro al paese a farci una cultura di pub di questa parte dell’Irlanda. Una particolarità di quelli di Dingle, una piccola cittadina di porto molto affascinante, sono i pub-negozi, ovvero dei locali che di giorno sono negozi che vendono da ferramenta, ad abbigliamento sportivo, a cibo e di sera si trasformano in pub. Una cosa molto bizzarra ma allo stesso tempo caratteristica, infatti ne è presente più di uno, come ad esempio il Curran’s o il Foxy John’s. Un altro pub simpatico è il Dick Mack’s dove sul pavimento esterno è stata messa una Walk of Fame dove le stelle portano i nomi dei clienti più celebri.

La nostra serata però non l’abbiamo passata in nessuno di questi, siamo stati prima al John Benny’s che ci ha un po’ deluso e poi abbiamo finito la nostra giornata all’An Droichead Beag, dove accompagnati dalla musica tradizionale irlandese ci siamo bevuti una buona pinta di birra. Se andate a Dingle non potete perdervi una scappatina in un pub, tra la musica, la birra e il mare sembra di entrare in un film di pirati.

Se volete sapere di più su Dingle e della giornata successiva non vi resta che leggere il sesto capitolo di questo diario di viaggio 😊

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