Diari di viaggio,  Grecia

Meteora – I monasteri senza tempo

Ci siamo lasciati nella Penisola Calcidica e ci ritroviamo in uno dei posti più suggestivi e mozzafiato che abbiamo mai visto: Meteora, un sito storico e geologico unico nella sua bellezza e ricchezza. Si tratta di un complesso di monasteri ortodossi arroccati su falesie di roccia arenaria, su delle torri naturali, e a picco sul vuoto. Ovviamente riconosciuto nel 1988 come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Tanto per farvi capire cosa ci ha lasciato questo posto, Enrico solitamente non vuole tornare in un posto già visto invece qui vuole assolutamente tornarci.

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Partiamo dall’inizio: come siamo venuti a conoscenza di questo posto? In una delle sue sessioni di spulciamento dei gruppi di viaggi, Enrico si è imbattuto casualmente in un post riguardante proprio questi monasteri e, rimasto estasiato da quella scoperta inaspettata, quando è stata ora di pianificare il viaggio per la Grecia non c’erano dubbi: avremmo potuto fare qualsiasi cosa, ma dovevamo assolutamente andare a vedere con i nostri occhi quello spettacolo.

Letteralmente, in greco, Meteora significa “sospeso in aria” e non poteva essere un nome più azzeccato, già da questo si può capire la suggestione che provoca il posto.

Per poter visitare questi monasteri abbiamo fatto un po’ una follia e da Salonicco siamo stati in giornata a Meteora: siamo partiti dalla stazione delle corriere alle 8.30 del mattino, abbiamo fatto un cambio a Trikala, da qui siamo arrivati a Kalambaka e da Kalambaka abbiamo preso un bus apposta che in una decina di minuti al massimo ci ha scaricati esattamente di fronte al primo dei 6 monasteri visitabili: Megalo Meteoro, conosciuto anche come monastero della Trasfigurazione. 

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In totale il viaggio è durato quasi 4 ore in cui neanche la strada ci ha aiutati a passare meglio il tempo: la maggior parte del tragitto è in mezzo al nulla e si percorre una strada dritta e lunga tanto da sembrare infinita… ma ne è valsa assolutamente la pena! Diciamo che non siamo stati neanche tanto fortunati perché il meteo non era dalla nostra parte, abbiamo trovato una giornata uggiosa e piovosa che non ci ha permesso di goderci il paesaggio durante il tragitto. In particolare siamo partiti esaltati dopo aver letto che dalla strada, in lontananza, è possibile vedere il Monte Olimpo, ma siamo rimasti un po’ delusi dalla nebbia che non ci ha permesso di vedere neanche la campagna.

Meteora si trova nel cuore della Grecia, nella Tessaglia, a nord della grande pianura che caratterizza la regione e queste straordinarie torri naturali si sono formate e modellate nel tempo grazie ai fenomeni atmosferici. Kalambaka è il paese ai piedi di Meteora e a differenza di altri che ci è capitato di visitare è molto ben tenuto, probabilmente data l’affluenza di turisti religiosi e non che si fermano qui per far visita ai monasteri.

Facendo un salto nel passato, i primi eremiti si stabilirono in questa zona nel XI secolo e i monasteri furono costruiti successivamente: inizialmente erano 24 mentre ora ne sono abitati e visitabili solo 6. La posizione spettacolare in cui sono siti questi edifici potrebbe far pensare che siano stati costruiti qui per la bellezza del posto, invece la loro locazione difficilmente raggiungibile è stata pensata per potersi difendere dai Turchi che dopo il 1500 conquistarono la Grecia. Un tempo, fino al secolo scorso, erano raggiungibili solamente con scalette a pioli o addirittura con carrucole, ora ci sono delle scale scavate nella roccia e decisamente più comode.

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I monasteri ancora oggi abitati sono: Agios Nikolaos, Agios Stefanos, Aghia Triada, Megalo Meteoro, Roussanou e Varlaam. Due di questi sono esclusivamente femminili, quindi al loro interno troverete solamente monache donne, mentre gli altri quattro sono maschili. Si tratta del secondo complesso di monasteri più grande dopo quello del Monte Athos di cui vi abbiamo parlato nel precedente articolo. Ovviamente si tratta di luoghi di culto, di riflessione, e quindi di silenzio. Viene richiesto un abbigliamento consono e sono disponibili all’ingresso dei teli per le donne per coprire le gambe, anche se si portano i pantaloni lunghi.

Per entrare, l’ingresso è a pagamento e sono 3€ (nel 2016) per ogni struttura. Gli orari e i giorni di apertura variano da monastero a monastero, quindi in caso informatevi prima, indicativamente sono aperti al pubblico dalle 9 alle 17.

Appena arrivati siamo saliti al Megalo Meteoro, come detto poco fa è il più grande e anche il più turistico, al suo interno oltre ai luoghi di culto ci sono anche la cantina, l’ossario e il museo nel quale sono esposti abiti antichi, cimeli e antichi manoscritti. La posizione irraggiungibile di queste costruzioni ha permesso la conservazione di importanti documenti.

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La seconda tappa è stata il monastero Varlaam. Oltre alla spettacolarità delle strutture, affacciandosi da una delle tante terrazze si può ammirare la bellezza indescrivibile del paesaggio.

 

In pullman abbiamo fatto conoscenza con due ragazzi con i quali, dopo esserci ritrovati ai piedi di quest’ultimo monastero, ci siamo avventurati in un mini trekking alla ricerca della Grotta del Dragone, una delle tante cavità che caratterizzano questi posti. Nel percorso in mezzo alla natura, poi, abbiamo fatto un altro paio di incontri molto simpatici: ci siamo ritrovati davanti a delle carinissime tartarughe di terra e non solo una volta, ma due o tre. Ci sono diversi percorsi che arrivano fino ai monasteri, quindi se siete interessati al trekking vi consigliamo di informarvi. Se avete un po’ di tempo in più e magari soggiornate a Kalambaka potrebbe essere un’opzione interessante!

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Arrivati alla grotta ha cominciato a piovere a dirotto e non ci è restato altro da fare se non tornare verso la strada principale, ma essendo ormai tardi per visitare altri monasteri ci è toccato chiamare un taxi, ci siamo divisi il costo in 4, e siamo tornati a Kalambaka. A questo punto sapevamo della presenza di una chiesetta bizantina, un po’ fuori dal centro turistico ma nel centro storico del paese, e ci siamo messi alla ricerca. Stiamo parlando della chiesa bizantina della Dormizione della Vergine (Kimissis Théotokou) del X-XI secolo. Anche in questo caso abbiamo pagato l’ingresso (2€ circa). E’ stata costruita sui resti di una basilica paleocristiana e restaurata nel 1573, per il quale restauro però ha subìto delle alterazioni al suo aspetto originale. Al centro della navata si trova un ambone in marmo, il quale dicono sia unico in Grecia. All’interno l’atmosfera è pazzesca!

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Successivamente siamo tornati alla fermata del pullman che, facendo tappa a Trikala, ci ha riportati a Salonicco da dove l’indomani siamo ripartiti per l’aeroporto di Bologna.

Ovviamente, se non lo avete capito, questo è un posto che consigliamo a tutti. Durante la visita sembra di essere in un altro mondo, è un’esperienza da provare!

Con questo post concludiamo il racconto del nostro viaggio in Grecia e speriamo vi sia stato utile nel caso vi stia bazzicando per la testa di fare tappa da queste parti. Per qualsiasi altro tipo di informazione non esitate a contattarci, saremo contenti di potervi aiutare.

Enrico e Agnese

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