Diari di viaggio,  Ungheria

Diario di viaggio | 4 giorni a Budapest #2

Nell’articolo precedente ci siamo lasciati con la promessa di raccontarvi i posti migliori dove avere una favolosa vista sulla città di Budapest, ma non vi racconteremo solo questo. L’ultima giornata di esplorazione, infatti, ci ha anche portati a fare un viaggio in una parte di storia della città molto importante.

Giorno 3

La mattina del terzo giorno l’abbiamo dedicata alla visita della Grande Sinagoga e ad una passeggiata nel quartiere ebraico.

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La Grande Sinagoga

La Grande Sinagoga di Budapest, la Sinagoga Dohany, è la più grande in Europa e la seconda al mondo dopo quella di New York. Oltre che per la sua grandezza (arriva a contenere fino a 3000 persone), è conosciuta per i tristi avvenimenti della Shoah. Prima del 1944 la comunità ebraica ungherese contava più di 700.000 persone, finita la guerra, purtroppo, erano molti, troppi, di meno. Nel ’44 Hitler, per paura che l’Ungheria si ritirasse dalla loro alleanza, invase lo stato magiaro e fece deportare un grandissimo numero di ebrei, tanto che alla fine della guerra la comunità ebraica ungherese contava circa 100.000 persone. Oltre alle deportazioni effettuate in tutta l’Ungheria furono costruite delle mura intorno alla Grande Sinagoga e al quartiere circostante della capitale e venne così creato il ghetto di Budapest, dove vennero rinchiusi all’interno 100.000 israeliti, isolati dal resto della città, in condizioni disumane. Il sovraffollamento era talmente elevato che non tutti riuscirono a trovare una stanza dove dormire perciò alcuni dovettero rimanere all’aperto e, ironia della sorte, quell’inverno fu il più freddo di quegli anni, con temperature fino a -20 °C. Quando i russi aprirono le porte del ghetto si trovarono davanti una scena raccapricciante.

Una delle particolarità di questa Sinagoga è il cimitero affianco ad essa: normalmente gli ebrei non seppelliscono i loro cari di fianco la sinagoga perché considerano il terreno circostante sacro, quindi non adatto a certi scopi, ma nel ’45 i russi si trovarono talmente tanti corpi davanti ai loro occhi che, talmente era critica la situazione, dovettero per forza utilizzare il giardino adiacente la Grande Sinagoga per seppellire un gran numero di persone in diverse fosse comuni e di alcuni non si sa ancora il nome.

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Tutti questi fatti vi verranno spiegati se andate a seguire una delle visite guidate all’interno della Sinagoga, le quali, come anche nel Parlamento, sono in diverse lingue tra cui l’italiano. Durante la visita, oltre a spiegare la storia e le particolarità della struttura, come ad esempio l’interno diverso dalle classiche sinagoghe ma più simile ad una chiesa cattolica, verrete portati nel cortile sul retro dove ci sono diversi monumenti, come l’Albero della Vita, che ricordano chi è morto in quel tragico periodo storico e chi ha salvato almeno una persona.

Per citare alcuni esempi: l’italiano Giorgio Perlasca, il quale ha rischiato la vita fingendosi un funzionario del consolato spagnolo, ha rilasciato migliaia di certificati di nascita falsi salvando moltissime persone; o ancora il religioso Angelo Rotta, il quale con l’autorizzazione del Papa, rilasciò certificati di battesimo falsi in modo da salvare più persone possibili. Come questi due personaggi ce ne sono stati tanti, tutti ricordati in alcune lapidi di marmo dove sono stati incisi i loro nomi.

Successivamente, il biglietto acquistato per entrare permette di visitare anche il museo ebraico al primo piano del complesso, dove troverete oltre a reperti storici della religione anche testimonianze della vita nel ghetto.

Giustamente bisogna dire che questo luogo è una particolare fonte di riflessione e consigliamo a tutti di visitarlo e seguire una visita guidata.

Il Mercato Centrale

Dopo aver passato buona parte della mattinata all’interno della Sinagoga, abbiamo fatto una passeggiata per le vie del quartiere ebraico anche se bisogna dire che a parte qualche negozio non lo sembrava proprio per nulla. Più tardi ci siamo recati al Mercato CentraleNagycsarnok, il più grande mercato coperto di Budapest dove abbiamo fatto tappa per pranzare.

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Se cerchi una guida per visitare la città ti consigliamo Lonely Planet Budapest e Ungheria

Quale posto migliore per entrare nella cultura di un paese se non il mercato? Questo si trova su una struttura molto particolare che a noi è piaciuta molto e si struttura su 3 livelli: sottoterra si trova il mercato del pesce anche se ammettiamo che ci è sfuggito (solo una volta tornati a casa, leggendo alcune guide, ci siamo resi conto che c’erano 3 piani); al piano terra ci sono un’infinità di bancarelle che vendono cibo come un classico mercato, quindi dalla frutta e verdura alla carne, e dove non abbiamo resistito a comprare il salame ungherese e due varietà di paprika (dagli ungheresi tanto adorata); mentre al primo piano, come a quello terreno, sono presenti un’infinità di bancarelle ma questa volta di souvenir e/o prodotti artigianali. Inoltre, al primo piano ci sono alcuni stand dove potete mangiare cibo tipico in formato street food e dove noi ci siamo fermati a pranzare. Ad essere sinceri ci aspettavamo di meglio, non tanto per la qualità e la bontà del pasto, più che altro per la confusione. Come si può immaginare, essendo un posto molto turistico, specialmente nell’ora del pranzo il caos regna, tanto che davanti agli stand non ci si riesce a muovere e trovare un posto a sedere è un’impresa non da poco.

Ti segnaliamo, inoltre, che gli orari di apertura sono, essendo un mercato, dalle 6 di mattina fino al pomeriggio con orari variabili in base al giorno (15, 17 o 18) e la domenica è chiuso.

La Citadella

Dopo il mercato, tra una cosa e un’altra, si sono fatte le 16 e, come vi abbiamo già detto nel post precedente, a Budapest i musei e le varie attrazioni in inverno chiudono intorno a questo orario. Abbiamo quindi preso il tram che ci ha lasciato quasi ai piedi della collina Gallert, in cima alla quale si trova la Citadella, dove siamo arrivati facendo una camminata poco illuminata ma assolutamente tranquilla lungo la scalinata che arriva fino alla Citadella, una fortezza non visitabile costruita dagli Asburgo a metà del 19° secolo.

Una volta in cima il panorama è stupendo, noi siamo arrivati con il buio e la città illuminata vale proprio la pena di vederla! Il Danubio che attraversa la capitale illuminato in particolare dal Ponte delle Catene rende ancora più magica l’atmosfera. Da qui potrete inoltre vedere la collina adiacente con in cima il Castello di Budapest, dietro a questo la Chiesa di Mattia e dall’altra parte del Danubio il Parlamento, la Basilica di Santo Stefano e il Budapest Eye.

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Dopo aver ammirato il panorama siamo andati a vedere il Monumento alla Liberazione, eretto dall’Armata Rossa dopo aver liberato la città dal Nazismo. E’ una statua imponente che merita sicuramente una visita.

Successivamente siamo scesi percorrendo la strada per dove siamo saliti e abbiamo preso un autobus che ci ha portati ai piedi della collina adiacente. Anche qui, salendo le scale siamo arrivati nel bellissimo quartiere arroccato sopra la collina dove abbiamo potuto vedere da vicino tutti i luoghi ammirati poco prima dalla Citadella. Qui l’attrazione più bella è il Bastione dei Pescatori dove sembra quasi di poter toccare il Parlamento da quanto è vicino.

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Decisamente affamati siamo scesi a piedi e ci siamo diretti per l’ultima volta ai mercatini davanti alla Basilica di Santo Stefano per cenare.

Il Tram n. 2

Infine abbiamo concluso la serata prendendo il tram numero 2, il più suggestivo dell’intera città perché costeggia il fiume sulla riva di Pest passando di fianco a molti punti caratteristici come il Ponte delle Catene e il Parlamento, dove una volta smontati vicino a quest’ultimo ci siamo fermati al Monumento delle Scarpe, cioè alcune scarpe di bronzo (da donna, da uomo e da bambino) posizionate lungo il Danubio in ricordo di diverse persone ebree che durante le persecuzioni della Seconda Guerra Mondiale sono state uccise e gettate nel fiume. Anche questo luogo, come la Grande Sinagoga, fa molto riflettere e dà quasi un senso di angoscia anche perché è fatto talmente bene che le scarpe sembrano vere. Per quanto ci riguarda è un monumento da vedere se si va a Budapest.

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Alla fine di questa giornata ricca di non poche emozioni siamo tornati al nostro B&B per l’ultima notte in terra magiara.

Giorno 4

Questa ultima giornata l’abbiamo passata quasi completamente in viaggio tra vari autobus, metro e aereo, senza avere il tempo di qualche altra breve visita.

Per concludere, facendo un bilancio qualità/prezzo, Budapest è una capitale che consigliamo a tutti: è una città nel complesso favolosa, non troppo dispersiva perché non è grandissima e come prezzi (pagando in fiorini) è decisamente accessibile.

Sperando di esservi stati utili o di ispirazione, vi salutiamo e… al prossimo post!

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0 commenti

  • marilena

    Sempre belli e interessanti questi articoli sui vostri bei viaggi, chissà che una volta o un’altra possiate farci da guida in un viaggio.

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