Diari di viaggio,  Ungheria

Diario di viaggio | 4 giorni a Budapest #1

Per inaugurare questo 2018 iniziamo raccontandovi il nostro ultimo viaggio del 2017, anno che per noi, dal punto di vista dei viaggi, è stato molto ricco ed entusiasmante!

Come già saprete, ad inizio dicembre siamo stati a Budapest e oggi proprio di questa capitale vi parleremo. Siamo partiti il 3 dicembre e siamo tornati il 6. Effettivamente con almeno un giorno in più avremmo potuto visitare meglio la città e, per esempio, andare alle terme per le quali Budapest è famosa, ma abbiamo dovuto fare una selezione e siamo comunque soddisfatti di ciò che abbiamo visto. Per il rapporto qualità prezzo riteniamo sia una buona opzione per un weekend, a portata di tutti.

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Giorno 1 

La partenza di questo viaggio è stata un po’ travagliata in quanto, approfittando della tratta Treviso-Budapest, siamo partiti all’incirca verso le 15 dopo quasi un’ora di ritardo non annunciato e siamo arrivati intorno alle 16.15.  Appena arrivati ci siamo dedicati alle informazioni tecniche e abbiamo chiesto indicazioni per la via meno costosa per arrivare al B&B che avevamo prenotato. Abbiamo anche comprato subito la Budapest Travel Card da 72h a 4150 Fiorini l’una (all’incirca 13,50€), l’equivalente della Vienna Card e delle altre cards per spostarsi con i mezzi pubblici che oramai si possono trovare in tutte le grandi città. Dall’aeroporto, per arrivare in centro città con l’autobus alla tariffa migliore, bisogna prendere il 200E, il quale è compreso nella Budapest Travel Card. Arrivati al capolinea dell’autobus si prende la metro M3 e si arriva in centro città.

Un paio di appunti per orientarsi al meglio: la città è divisa in due dal Danubio che ha una direzione nord-sud, a sinistra del fiume cioè ad ovest c’è Buda (e più a nord Obuda) mentre a destra del fiume, quindi ad est, c’è Pest e come avrete intuito insieme formano Budapest. La capitale ha un solo aeroporto civile e si trova a sud-est rispetto il centro città.

Dopo aver preso un altro autobus che dal centro ci ha portati al nostro B&B (Gárdonyi Vendégház) in zona Buda, siamo finalmente arrivati in questa casa che con molte probabilità è una casa privata adibita a pensione e, nonostante le recensioni non altissime, l’abbiamo trovata molto tipica e accogliente. Essendo una abitazione semplice gestita da locali ci siamo sentiti proprio dentro alla loro cultura, o per lo meno molto di più rispetto ad un hotel standardizzato, e questo ci è piaciuto molto.

Sistemati il check-in e i bagagli, essendo quasi ora di cena, ci siamo precipitati in centro (a circa 5 minuti di autobus) e, partiti dalla fermata a due passi dalla casa, siamo rimasti incantati quando ci siamo ritrovati a scendere esattamente davanti al palazzo del Parlamento completamente illuminato e riflesso sull’immenso Danubio. Questa immagine incantevole ci ha rapiti e ci ha fatto “perdere” un sacco di tempo a fotografare la scena: dovevamo assolutamente immortalare il momento.

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Possiamo dire che il primo impatto con la città ci ha fatto salire l’umore alle stelle!

Come se non bastasse l’effetto più che positivo del Parlamento, girando la testa verso destra ci siamo imbattuti nel Ponte delle Catene: un’altra immagine stupefacente. E chi se lo aspettava che una piccola città come Budapest ci potesse rapire così e in così poco tempo? Tutto questo stupore ci ha fatto dimenticare il vento e la pungente temperatura di -1°C che fino a 5 minuti prima temevamo.

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Attraversato il ponte e arrivati di fronte alla Basilica di Santo Stefano, quindi a Pest, ci siamo ritrovati in un villaggio di Natale, tra bancarelle e stand che vendevano un’infinità di prelibatezze. Affamati e 10 centimetri sollevati da terra per le viste appena descritte abbiamo deciso di provare subito un tipico street food ungherese: i langos. Pasta della pizza fritta con sopra formaggio, panna acida e bacon, una di quelle bombe ipercaloriche a cui si fatica a resistere e per cui ti viene l’acquolina in bocca solo a vederle. Mangiarlo però è stato diverso dal vederlo e desiderarlo. Infatti, se ai primi morsi non era male successivamente è diventato veramente pesante, in definitiva è stato abbastanza buono ma troppo unto e stomachevole. Il prezzo niente di incredibile, 6 Euro l’uno.

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Dopo questa piccola delusione, incuriositi dal conto alla rovescia proiettato sulla facciata della chiesa, abbiamo atteso lo 0 con un buon tè caldo (450 Fiorini l’uno). Arrivata la fine del countdown, per qualche minuto, è stato trasmesso un video musicale con dei folletti che saltavano e ballavano esattamente coordinati sui lineamenti della facciata della basilica. Niente di particolare, ma un’idea carina. Si alternavano più video simili ogni mezz’ora.

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Fattasi una certa ora, non volendo andare a dormire troppo tardi per poter essere svegli presto il giorno dopo in modo da sfruttarlo al massimo, ci siamo diretti verso il B&B e siamo andati a dormire impazienti di poter scoprire cos’altro ci avrebbe riservato la bella Budapest, la perla del Danubio.

Giorno 2

Dopo una discreta colazione con special guest il salame ungherese, appena usciti di casa ci ha dato il buongiorno una bella e aggraziata nevicata che ci ha accompagnati per la città fino al primo pomeriggio.

La prima meta della giornata è stata l’Isola Margherita, una grande isola nel bel mezzo del Danubio, nella quale si arriva grazie a due ponti che attraversando il fiume deviano per questa. Per far capire la sua grandezza vi diciamo che c’è un autobus che la attraversa e al suo interno si trovano diverse strutture e attrazioni anche se principalmente è un parco. Inizialmente era abitata da frati e monaci, ma agli inizi del ‘900 diventò un parco pubblico. La nostra destinazione all’interno di questo parco è stato il Giardino Giapponese, il quale seppur in versione invernale, con il laghetto ghiacciato e i colori spenti aveva il suo perché. Certo sarebbe stato più bello in primavera con i fiori sbocciati, ma incuriositi non ci siamo tirati indietro dal cercarlo.

Successivamente abbiamo preso l’autobus e ci siamo diretti verso la Basilica di Santo Stefano, la chiesa più importante dell’Ungheria. Una delle particolarità più interessanti di questa chiesa è il limite che, insieme al Parlamento, impone alle altezze dei palazzi della città: 96 metri. Immaginiamo che vi starete chiedendo il motivo di questo numero e di questa imposizione. Se non lo sapete già, ve lo spieghiamo noi: è un riferimento all’anno 896, in cui i Magiari conquistarono l’attuale Ungheria. Questo è il motivo per cui il numero 96 ha una certa importanza per la popolazione, tanto che l’altezza della cupola della Basilica e del Parlamento segnano una sorta di equilibrio tra il mondo politico e quello religioso della città.

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Appena dentro il primo portone della chiesa abbiamo acquistato i biglietti per salire in cima alla cupola, al prezzo di 400 Fiorini. Sarà stata forse la giornata uggiosa, ma la vista non ci ha entusiasmati molto. Invece l’interno della Basilica (offerta libera) merita, anche per l’atmosfera raccolta che si respira grazie al fatto che non è molto illuminata.

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Esattamente di fronte alla Basilica, nel villaggio di Natale della prima sera, ci siamo fermati a pranzare e ci siamo divisi in due un tipico piatto “da sagra” ungherese: il gulash all’interno di una pagnotta scavata utilizzata come ciotola. Molto buona!

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A questo punto ci sentiamo di fare un appello: se andate da queste parti e ordinate un gulash fatto come il nostro mangiate anche il pane esterno, o almeno cercate di farlo. Abbiamo notato che quasi tutti i turisti lo buttavano e la cosa ci ha abbastanza infastidito.

Dopo aver pranzato e dopo aver camminato lungo il Danubio, siamo arrivati alla visita top della giornata: il Palazzo del Parlamento, che da come ci hanno detto è il terzo palazzo più grande al mondo. Noi prima di partire ci siamo muniti dei biglietti per la visita guidata al costo totale di 3300 Fiorini. Il prezzo varia in base al fatto se sei o no cittadino UE oppure studente, ma in ogni caso il costo dei biglietti per quello che si vede, secondo noi, è irrisorio considerando anche che la guida è inclusa nel prezzo e peraltro c’è anche quella italiana. I biglietti si possono acquistare anche sul posto ma per sicurezza vi consigliamo di prenderli prima di partire. Occhio che ogni lingua ha un suo orario, quindi se non acquistate i biglietti online (dove decidete l’orario che vi comoda) vi consigliamo almeno di informarvi dei diversi orari in cui partono i tour nella lingua che preferite.

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Tornando a parlare del palazzo, è una struttura dell’Ottocento in stile neogotico che si ispira al Parlamento inglese. Vi diciamo subito che è una visita da non perdere per nessun motivo: il tour dura un’oretta, è spiegato molto bene e l’interno del Parlamento è stupefacente, soprattutto dopo aver saputo che è stato costruito interamente con materiale ungherese (tranne qualche eccezione che vi verrà raccontata durante la visita) in modo che si sviluppasse l’impresa locale e per questo motivo i magiari ne sono molto orgogliosi. Durante la visita vengono raccontati molti dettagli e molta storia, si inizia dalla scala dorata e si conclude in una stanza dove ci sono diversi totem divisi per argomento, si può scegliere anche qui la lingua italiana e sono anche questi molto interessanti. Noi purtroppo non abbiamo potuto vederli tutti perché eravamo l’ultimo turno e il parlamento chiude presto come tutti gli altri musei di Budapest, i quali in inverno chiudono alle 16 o alle 17 e siamo quindi stati gentilmente mandati fuori dalle guardie.

A proposito di guardie, una cosa che può accadere mentre siete in visita al palazzo è il coreografico cambio della guardia che sorveglia la Corona, questa è il simbolo dell’Ungheria e con essa sono stati incoronati tutti i sovrani del Paese. E’ stata rubata diverse volte nel corso della storia e ritengono sia un miracolo il fatto che non sia mai stata perduta definitivamente. Purtroppo non si può fotografare.

Per concludere la giornata ci siamo diretti verso Vaci Utca, la via dello shopping di Budapest ma, dopo esserci resi conto che abbiamo percorso la strada nella direzione sbagliata, ci siamo fermati a cenare in un ristorantino carino, l’Old Street Cafè, dove  abbiamo mangiato due piatti della tradizione ungherese: uno spezzatino di manzo con patate per Agnese e degli gnocchetti con pollo alla paprika dolce per Enrico, con una birra tipica a testa. Entrambi i piatti erano molto buoni e sostanziosi e abbiamo pagato un totale di 10.000 fiorini (circa 30€).

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Dopo la cena, fatto dietrofront rispetto a prima, ci siamo diretti verso la giusta strada dello shopping. Mentre stavamo passeggiando abbiamo trovato uno stand che vendeva un tipico dolce ungherese, alcuni ritengono sia il più antico dell’Ungheria, il Kurtoskalacs. Abbiamo aspettato una decina di minuti perché fosse pronto e abbiamo scelto di mangiarlo con le scaglie di cioccolato, ma ci sono diverse alternative (vaniglia, cannella, ecc). Arrivati alla fine della strada ci siamo ritrovati in una zona più in, dove si trovano diversi hotel a 4 o 5 stelle e dove, in mezzo ad un parco, si trova il Budapest Eye, la ruota panoramica che ti dà la possibilità di vedere la città dall’alto.

Da qui abbiamo preso la metropolitana per tornare al B&B. Sapevate che la metro più antica dell’Europa continentale è proprio quella di Budapest? In Europa è seconda solo a quella di Londra.

I primi due giorni si concludono così. Se volete sapere dove trovare la vista migliore sulla città leggete il prossimo articolo, vi racconteremo questo ed altro!

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