Diari di viaggio,  Grecia

Salonicco – Tra storia e vita

Salonicco, italianizzazione di Thessaloniki (Tessalonica), con meno di mezzo milione di abitanti, è la seconda città della Grecia dopo Atene ed ha il secondo porto ellenico più grande. Si trova nel cuore dei Balcani, a nord-est del Paese, nella regione Macedonia ed è posta ad anfiteatro sulla baia del Golfo Termaico, sul Mar Egeo. Si può considerare tranquillamente una città principalmente universitaria grazie alle diverse università presenti e proprio per questo abbiamo avuto l’occasione di visitarla: un amico si trovava lì in Erasmus e ci ha ospitati.

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Per la sua posizione, e grazie al passaggio della Via Egnatia, la città è sempre stata un’importante snodo di comunicazione. Fu fondata nel IV secolo a.C. da Cassandro e, molto contesa, cambiò spesso la sua dominazione negli anni, tanto che nella prima metà del ‘400 fu anche veneziana. Solo dopo la dominazione ottomana, nel 1913, fu annessa alla Grecia. A causa della sua contesa, molto spesso fu teatro di guerre e stermini, anche durante i conflitti mondiali.

Avendo ospitato diverse realtà è una città molto ricca di storia, come del resto ci si aspetterebbe da una città ellenica, ma la particolarità della sua storia sta nel fatto che Salonicco ha visto convivere per secoli musulmani, cristiani ed ebrei. In particolare questi ultimi si stabilirono in queste zone dopo l’espulsione dalla Spagna a fine ‘400 e furono sterminati dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dopo essere volati da Bologna all’aeroporto internazionale di Salonicco, siamo scesi dall’autobus numero 78 nei pressi di Piazza Aristotele, la piazza principale affacciata sul mare, disegnata e costruita tra la prima metà e metà del 1900 in seguito all’incendio che nel 1917 distrusse due terzi della città. Questa piazza si trova relativamente vicina alla Torre Bianca, dove ci siamo diretti camminando sul lungomare e vicino alla quale, visto che non avevamo pranzato, abbiamo mangiato il buonissimo yogurt greco con frutta fresca e miele.

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La Torre Bianca è il simbolo di Salonicco, è una torre alta oltre 30 metri, si trova sulla costa ed ha una terribile storia. Costruita nel XV secolo, è stata utilizzata come posto di guardia, come prigione e come luogo di tortura per i condannati a morte; quest’ultima circostanza, tra i tanti nomi che ha avuto, gli ha attribuito quello di “Torre del Sangue”, poiché a causa delle torture e dei massacri le mura si riempirono appunto di sangue. L’attuale nome è dovuto al fatto che, per cancellare il precedente, fu fatta imbiancare.

Oggi la torre è il Museo della Storia di Salonicco, dove per esempio viene mostrata la città prima e dopo l’incendio del 1917, ed esternamente è un punto di ritrovo.

Oltre alla Torre Bianca ed a Piazza Aristotele, le altre mete iconiche di Salonicco sono: la Tomba di Galerio, imperatore romano durante la tetrarchia, chiamata anche La Rotonda, la quale è un probabile mausoleo romano a forma circolare mai usato e trasformato poi in chiesa; l’Arco di Galerio, costruito intorno al 300 a.C. per celebrare la vittoria contro i Persiani, caratterizzato dalle incisioni che raccontano la storia dell’imperatore; ed infine l’Agorà romana, i resti dei quartieri commerciali dell’epoca.

 

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Senza soffermarci troppo su queste mete e sulle diverse chiese che si possono trovare in qualsiasi sito riferito alla città, vorremmo raccontarvi come l’abbiamo vissuta noi.

Prima di tutto, un posto poco frequentato ma che merita molto, è la città vecchia, Ano Poli, l’acropoli, raggiungibile a piedi oppure con gli autobus 22 o 23. Questa si trova a nord ed è la zona più alta della città. Camminare tra la tranquillità delle viuzze con ben in vista il mare ci ha fatto capire che ne era valsa la pena.

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Poiché questa parte si è salvata dall’incendio del 1917, vedrete ancora i segni della dominazione ottomana e perciò l’ambiente che troverete si differenzia notevolmente dalla città “moderna”. In questa zona potrete trovare un monastero, il quale offre una stupenda vista sulla città e sul golfo e un’imperdibile chiesetta. Da come ci è stato detto, quest’ultima, è la più vecchia della città, risalente al V secolo, ed è chiamata Osios David. Questa chiesetta  l’abbiamo trovata per caso camminando tra le vie e siamo stati piacevolmente sorpresi di scoprire quanto bella era, grazie anche al ragazzo che fa da guardiano, il quale ci ha raccontato tutta l’affascinante storia di quel piccolo luogo di culto compresa di spiegazione degli affreschi e dei mosaici presenti al suo interno.

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Forse qualche riga più su vi siete chiesti per quale motivo abbiamo messo tra virgolette la parola “moderna” quando abbiamo nominato la zona più recente della città. Salonicco per quanto sia la seconda città più grande di un paese che dopotutto oltre ad essere nell’unione europea ha anche l’Euro, si trova ad un livello di ricchezza nettamente inferiore rispetto agli altri paesi europei. I quartieri sono quasi tutti trasandati e non è raro vedere palazzoni abbandonati e alcuni anche occupati illegalmente. Questo fenomeno lo si può vedere soprattutto in un quartiere relativamente vicino al porto dove tutti i palazzi sono deserti e dove la popolazione ha deciso di sua spontanea iniziativa di utilizzarli facendoci delle biblioteche, dei locali e altri luoghi di ritrovo nella completa illegalità. Noi ci siamo stati e sinceramente erano organizzati anche bene. Diciamo, molto schiettamente, che per l’aspetto estetico la città non meriterebbe molto, ma tralasciando questo punto di vista e prendendo in considerazione la sua storia e la sua vita… beh, queste fanno chiudere un occhio sul resto. Siamo abituati a vedere una Grecia da cartolina con le classiche mete turistiche ben tenute, ma dopo questo viaggio possiamo dire che la Grecia non è solo quella. Questo paese stava (sta) soffrendo una crisi economica e politica notevole, a tratti grave, vive un’arretratezza impressionante e i greci ne sono consapevoli ma la città va avanti grazie alla voglia di vivere dei suoi abitanti pieni di vita che continuano a non abbattersi.

Un’altra cosa che abbiamo scoperto con questo viaggio è quanto i greci adorino gli italiani; non abbiamo capito però il motivo anche se pensiamo sia dovuto ad una certa somiglianza culturale. Inizialmente lo sapevamo per sentito dire dal nostro amico, ma poi abbiamo avuto un paio di incontri che ce lo hanno confermato. Un tassista, per esempio, nel momento in cui ha scoperto che eravamo italiani ci ha raccontato per tutto il viaggio, in italiano, di quando ha vissuto a Padova (fatalità!) e delle partite della Benetton Basket che era venuto a vedere a Treviso.

Non pensate però che siamo così ricchi da poterci permettere di girare in taxi, ma la sfiga ha voluto che proprio quando siamo arrivati noi è stato indetto uno sciopero dei mezzi pubblici e quindi, se già loro sono molto tranquilli e i mezzi di trasporto non sono scontati, figuratevi in caso di sciopero. Dopo circa un’ora che stavamo aspettando un autobus abbiamo optato per il taxi, anche perché la nostra meta di quel giorno era Sithonia (piccolo spoiler) e ci attendeva la corriera. Tra l’altro la gentilezza del tassista, il quale ci ha “assistiti” mentre stavamo prendendo i biglietti per il pullman, ha fatto sì che ci capissimo con l’addetto della biglietteria facendoci risparmiare sia perché abbiamo preso i biglietti A/R, quindi il ritorno lo abbiamo pagato un po’ meno, sia perché, essendo studenti, ci spettava qualche euro in meno.

Un’altra persona che ci ha dimostrato una certa venerazione per gli italiani è stata una signora che vende delle tortine salate nei pressi di Piazza Aristotele, dove un giorno ci siamo fermati a pranzare. Anche lei come il tassista, nel momento in cui ha capito che stava parlando con due italiani, ha voluto assolutamente dirci, sempre in italiano, che una delle torte che stava vendendo aveva all’interno il caciocavallo, tipico formaggio italiano. Tra l’altro erano veramente buone!

A proposito di cibo: se non volete spendere tanto vi consigliamo di mangiare il gyros pita, una pietanza tipica greca simile al kebab, contenente carne di maiale, verdura e salse, avvolte dentro a un tipo di pane piatto.

Per quanto riguarda Salonicco questo è tutto, se avete qualche domanda o curiosità chiedeteci pure nei commenti, su Facebook, sulla mail, su Instagram, con un piccione viaggiatore… saremo lieti di rispondere a quello che possiamo. Per conoscere altri piatti tipici che abbiamo assaggiato e per sapere cos’altro abbiamo visitato oltre alla città e le nostre impressioni, vi aspettiamo alla prossima puntata!

Enrico e Agnese

 

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