Abruzzo,  Italia

Scoprendo i dintorni dell’Aquila

Se si parla del Bel Paese è normale pensare immediatamente alla Toscana, alla Città eterna oppure ai mari della Puglia, tralasciando, neanche tanto colpevolmente, altre regioni che meritano comunque di essere viste e vissute. L'Abruzzo è una di queste. E' una terra che ha tanto da dare a chi sa cogliere quello che offre.

Siamo arrivati in questa regione dal Lazio, tramite la statale SS17, attraverso un bellissimo viale alberato quasi d’altri tempi; appena entrati abbiamo capito subito cosa ci saremmo potuti aspettare dai giorni successivi.

Rocca Calascio

Tralasciando i meravigliosi paesaggi visti dal finestrino, il primo posto che abbiamo visitato per bene è stato Rocca Calascio (1460 m s.l.m.), uno dei simboli dell’Abruzzo, relativamente vicino a L’Aquila, nel comune di Calascio e all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.DSC05548

Arrivando da L’Aquila si scorge la Rocca già quando ci si trova ai piedi della montagna. La si può raggiungere abbastanza comodamente in macchina, ma non essendoci molti parcheggi alla fine della strada dubitiamo che in alta stagione sia semplice trovare posto, anzi, probabilmente la strada sarà chiusa.

In alternativa si può arrivare anche a piedi in un’oretta partendo da Calascio, almeno secondo il signor Google. Se decidete di optare per l’auto, vi avvisiamo di fare attenzione all’ultimo tratto di strada non essendo questa molto larga.

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In ogni caso, arrivati alla Rocca la vista sarà notevole e il posto su cui sorgono le rovine è molto suggestivo.

Il castello in bassa stagione non è aperto quindi non sappiamo dirvi quanto meriti l’interno, anche se siamo dell’idea che la parte più affascinante sia l’esterno con la sua vista a 360° e da dove, in giornate limpide, si può scrutare all’orizzonte il massiccio del Gran Sasso.

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Dopo la visita alla Rocca siamo scesi a vedere il sottostante borgo disabitato, il quale ci ha fatto fare un salto nel passato con le sue case in pietra, alcune diroccate altre ben tenute, e ci è piaciuto moltissimo.

Per chi volesse fermarsi, in questo borghetto, sono presenti un paio di ristoranti e degli alloggi vacanze.

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Santo Stefano di Sessanio

Tornati all’auto, parcheggiata molto vicina a Calascio, ci siamo diretti verso un piccolo DSC05608paesino nelle vicinanze, Santo Stefano di Sessanio (1250 m s.l.m.), facente parte del club “I Borghi più Belli d’Italia”, come moltissimi dei borghi presenti nel territorio abruzzese, e anch’esso all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nella parte meridionale di quest’ultimo.

Le prime notizie su questo borgo fortificato risalgono circa al 1300, ma probabilmente il paesino esiste dall’epoca romana.

Uno dei simboli di Santo Stefano è la Torre medicea, una torre di avvistamento, la quale è stata gravemente danneggiata dal terremoto dell’Aquila del 2009 e ora in fase di ricostruzione.

Oltre alla torre il terremoto ha creato altri danni e, come in altri paesi 

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della regione, sono ben visibili i segni della lenta ricostruzione.

Da bravi appassionati di borghi, ci siamo divertiti a perderci per i vicoletti e ad ammirare il panorama delle montagne circostanti che si può osservare da alcuni punti del paese.

Campo Imperatore

Tornati alla macchina e non ancora sazi di scoperte, ci siamo avviati verso Campo Imperatore (circa 1800 m s.l.m.), anche questo facente parte del Parco nazionale e tranquillamente raggiungibile in auto.

Viene chiamato anche Piccolo Tibet perché richiama il paesaggio dello stato asiatico, è un altopiano di origine glaciale e carsico-alluvionale nel bel mezzo del massiccio del Gran Sasso d’Italia.

Ha una superficie di circa 75 chilometri quadrati, i quali, quando ci si trova nel bel mezzo della piana, non fanno sembrare di essere ad un’altezza così elevata. Grazie a questa altezza, il 7 maggio, abbiamo trovato chiazze di neve non ancora sciolta… alcune alte più di un metro e mezzo!

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Siamo rimasti ammaliati da questa distesa di terra che ci ha fatti sentire delle formichine! Purtroppo però abbiamo trovato una brutta giornata e quindi abbiamo visto l’altopiano con le nuvole e la pioggia, ma dalle foto che si possono trovare nel web immaginiamo che con il sole sia ancora più meraviglioso.

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Se il nome “Campo Imperatore” non vi è nuovo e vi state chiedendo dove lo avete già sentito: questo altopiano è entrato nella storia dell’Italia in quanto, nel 1943, l’albergo presente nella piana, l’Hotel Campo Imperatore, è stato la prigione di Benito Mussolini per circa due settimane prima della sua liberazione da parte dei tedeschi.

Poco lontano dall’hotel, inoltre, sono presenti due importanti strutture: l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore e il Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore. A causa, però, della strada chiusa per neve non siamo riusciti a raggiungere questi posti.

Ci siamo così avviati verso il campeggio dove abbiamo alloggiato e, dopo chilometri e chilometri di strada in mezzo al nulla, quando siamo arrivati abbiamo concluso la giornata con una cena a base di assaggi di prodotti tipici, tra i quali non potevano mancare gli arrosticini!

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